Ho sempre voluto essere la voce fuori dal coro, in un tempo sciagurato in cui internet e' sotto lo stivale di facebook.
Ho gia' parlato di facebook, sapete che fa cagare, cagarissimo. E per questa ragione ho tenuto aperto uno spazio di illuminazione culturale alternativo, AKA un blog.
Ci ero molto affezionato. Credo di averne avuto buona cura. Col tempo, ho tolto progressivamente i cazzi miei ed ho lasciato unicamente le cose importanti. L'ho reso, per quanto fosse possibile, un baretto virtuale. Dove c'e' un sacco di gente che bestemmia e si ubriaca senza vergogna, ma dove anche c'e' un caloroso scambio di opinioni su ogni genere di tema.
Non ha funzionato. Mi rammarica moltissimo, vorrei trovare una spiegazione logica, ma non la trovo. Forse alla gente non interessa quello che ho da dire (attenzione: e' molto diverso dal dire che quello che ho da dire non e' interessante), forse e' troppo occupata a mettere in piazza i cazzi suoi su altri canali virtuali, ma la verita' e' che ormai questo e' un baretto con un solo frequentatore dopo l'ora di chiusura, triste e solo, con un bicchiere di whiskey senza ghiaccio in mano, che non tiene poi cosi' tanto al suo fegato.
Quali che siano le ragioni, ormai il fatto e' che non vale piu' la pena di tenere aperto un baretto senza clientela. Percui chiudiamo. Cio' vuol dire che potete scrivere commenti o quel che volete, ma che questo blog, cosi' come nessun altro blog, sara' piu' aggiornato o presidiato.
Sono molto triste, ma c'e' di peggio. L'olocausto, ad esempio.
Inutile dirvi come contattarmi, tanto siete sempre i soliti. Non posso piu' farvi leggere nessun racconto interessante perche' anche quello e' un negozio chiuso e demolito, ma posso sempre ascoltare i vostri pareri e dirvi perche' sono sbagliati.
A tutti quelli che mi hanno seguito fino a qui, grazie lo stesso.
A tutti gli altri, buttatevi nel catrame.
Sever the Wicked.